mercoledì 9 agosto 2017

Pillole di Apollo: Una scultura sulla Luna

La targa e la statuetta lasciata sulla Luna da Apollo 15

Per commemorare tutti gli astronauti e cosmonauti defunti, l'equipaggio di Apollo 15 ha voluto fare un gesto personale, privato e simbolico. Questo desiderio è stato rafforzato dalla morte dei tre cosmonauti sovietici durante il volo di Soyuz 11. Scott, durante una cena, aveva incontrato lo scultore belga Paul Van Hoeydonck, specializzato in temi spaziali e aveva discusso la possibilità di portare sulla luna qualcosa di simbolico. Da questa discussione è nata la decisione dell'equipaggio di Apollo 15 di portare sulla luna una piccola figura in alluminio scolpito fornita dall'artista Van Hoeydonck, insieme a una targa che elenca i nomi degli astronauti scomparsi. L'accordo dell'equipaggio con Van Hoeydonck era chiaro: non ci doveva essere uno sfruttamento commerciale o personale per questo memoriale.
L'equipaggio di Apollo 15, da six: Dave Scott, Alfred Worden e James Irwin


In una conferenza stampa dopo la missione, l'equipaggio ha segnalato la cerimonia commemorativa e, in linea con l'accordo, non ha rivelato il nome dello scultore.

L'artista Van Hoeydonck
Nel novembre 1971 l'istituto Smithsonian espresse il desiderio di mostrare una replica della statua e della targa commemorativa; L'equipaggio di Apollo 15  fu d'accordo a condizioni che il display fosse stato di buon gusto e senza pubblicità. Scott si impegnò ad ottenere le repliche per il museo.

Nel marzo 1972, Scott inviò la replicha della targa al museo. Nell'aprile dello stesso anno, rispondendo alla richiesta di Scott, Van Hoeydonck presentò al museo una replica della statuetta. Le repliche sono attualmente esposte.

Nel maggio 1972, Scott apprese che altre repliche della statuetta erano state offerte per la vendita, scrisse a Van Hoeydonck chiedendogli di controllare questa notizia. Nella sua risposta, Van Hoeydonck confermò che le repliche erano state destinate alla vendita indicando di non avere nessun vincolo o restrizione in materia. L'equipaggio dell'Apollo 15, fortemente in disaccordo con questa posizione, ritenendo che il loro solenne accordo con Van Hoeydonck vietasse una tale commercializzazione.

In seguito 950 repliche della figurina "Fallen Astronaut" firmate dallo scultore sono state pubblicizzate per la vendita dalla Galleria Waddell di New York ad un prezzo di 750 dollari a testa.

Lo sfruttamento economico delle missioni lunari (vedi anche le buste portate di nascosto sulla luna) fece infuriare la NASA che diede la colpa all'equipaggio con inevitabile esclusione dalla rotazione dei voli.  Luigi Pizzimenti

Una delle 950 riproduzioni

mercoledì 2 agosto 2017

Il Col. Walter Cunningham Apollo 7 in Italia a novembre 2017



SAVE THE DATE!

Scrivere a: info@adaa.it


L'Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica ADAA è lieta di annunciare che SABATO 11  e DOMENICA 12 novembre  2017 in Lombardia (location a breve) ospiterà in Italia l’astronauta Walter "Walt" Cunningham, LMP della Missione Apollo 7. 
Un evento unico. Due giorni immersi nell'avventura più grande dell'umanità! A quasi 50 anni dal suo storico volo; Walt Cunningham ricorderà la sua incredibile missione. Godetevi l’emozione del racconto da parte di uno dei "Ragazzi della Luna".

    



Apollo 7 Astronaut:
Col. Walter "Walt" Cunningham

Col. Walt Cunningham
Walter Cunningham ha frequentato la Venice High School di Venice (California) Nel 1951 si arruolò come volontario presso la marina militare americana - Navy - e nel 1952 iniziò il suo addestramento da pilota. Superò le 4500 ore di volo, di cui oltre 3400 iin aerei jet. Nel 1963 venne scelto dalla NASA con il terzo gruppo di astronauti. L'11 ottobre 1968 partecipò alla missione di Apollo 7,era la prima volta che gli americani lanciavano tre uomini in orbita terrestre.

La missione Apollo 7 fu un test di volo importante, perché furono provate nello spazio tutte le modifiche apportate dopo la tragedia di Apollo 1, l’equipaggio, composto da: Walter "Wally" Schirra, Donn Eisele e Walter "Walt" Cunningham testò per la prima volta nello Spazio l’affidabilità del navicella Apollo. Furono effettuate le prime prove di manovra e la simulazione dell’estrazione del LM (modulo lunare) dalla stiva, si provò più volte l’accensione e lo spegnimento del motore dello SPS (modulo di servizio) vitale per poter tornare sulla Terra. Furono inviate le prime immagini TV in diretta dall’interno della capsula, fu testato un telescopio collegato a un computer e un sestante per la navigazione stellare. Fondamentali furono i test delle celle a combustibile che producevano elettricità e acqua, del portellone di uscita del modulo di comando e dello scudo termico per il rientro della capsula nell’atmosfera terrestre.

La missione Apollo 7 non fu solamente la dimostrazione dell'idoneità al volo della navicella spaziale, ma anche di tutte le procedure collegate, come l'assemblaggio del razzo vettore, i preparativi di lancio e la direzione di volo. Apollo 7 raggiunse il 100% degli obbiettivi e fu dunque il primo passo per riuscire nell'intento di portare l'uomo sulla Luna entro la fine del decennio, e mantenere la promessa fatta dal Presidente John Fitzgerald Kennedy il 25 maggio 1961 "Abbiamo scelto di andare sulla Luna e di fare altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili". Alla fine del decennio mancavano solamente 14 mesi, ma il primo passo era compiuto.


"I ragazzi della Luna" (titolo italiano) Un libro che vi farà scoprire un Cunningham diretto, schietto che non manda a dire le cose, ha il coraggio di dissacrare il mito dell'astronauta. In questo libro ci da uno spaccato del suo mondo, quello dei piloti di alto livello, uomini che dedicavano la propria vita al volo. Uomini che rischiavano la vita anche durante il training o durante i trasferimenti con i T-38 (appassionante la gara non scritta fra i piloti.) Far parte di questa èlite ebbe un costo altissimo, ma diede anche grandi soddisfazioni personali. L'autore non è andato sulla Luna, ma ha permesso ai suoi colleghi di farlo, il suo incessante lavoro e l'abnegazione sono stati fondamentali per il programma lunare.
Cunningham racconta gli eventi con gli occhi di chi c'era. Gli aneddoti sono tantissimi, come molti sono i ritratti che fa dei suoi colleghi astronauti. "I ragazzi della Luna" è dissacrante a volte impietoso, ma vero.
L'autore umanizza gli astronauti, eroi inarrivabili all'epoca delle missioni lunari, ma in fondo ragazzi come tutti, ragazzi come quelli inviati in Vietnam a fare una sporca guerra. Parla degli "errori" come quello di fare soldi facili... che costò parecchio ad alcuni di loro. Il riferimento alle buste di Apollo 15 è immediato.



Walt Cunningham durante la missione Apollo 7
Ovviamente parla della sua missione e dei suoi colleghi: Schirra e Eisele dipingendoli come uomini veramente particolari, Schirra con una forte personalità e Donn Eisele accomodante e per nulla preso dal suo lavoro, entrambi talmente fuori dagli schemi che rischiarono l'ammutinamento e furono esclusi dalla rotazione dei voli.
Walter Cunningham dopo Apollo 7 anche se coinvolto dai suoi compagni, non approvò la loro condotta, questo gli permise di essere coinvolto nel programma Skylab con la promessa da parte di Slayton che sarebbe stato uno dei primi a volare, purtroppo come leggerete gli eventi non remarono a suo favore.
Forse leggendo questo libro sarete sorpresi da alcune considerazioni sui suoi colleghi, ma è indubbio che lui era presente quando i fatti si svolsero, potremo non essere d'accordo con alcune sue affermazioni, ma resta il fatto che noi non c'eravamo, mentre lui lottava a pieno titolo per essere il migliore fra i "ragazzi dell'Apollo".              Credit:Luigi Pizzimenti

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